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“Azzedine Alaïa: The Couturier”: un omaggio alla legenda della moda

A sei mesi dalla scomparsa di Azzedine Alaïa, Londra dedica una grande esibizione al talento creativo e alla bellezza senza tempo delle creazioni del famoso designer.

In mostra fino al 7 ottobre 2018 all’interno del London Design Museum, “Azzedine Alaïa: The Couturier” racconta l’unicità di un genio rivoluzionario, capace di ribellarsi ai ritmi frenetici del mondo della moda, impegnato in una costante e ossessionante ricerca del “nuovo”. Una pressione alla quale il celebre couturier è sempre sfuggito, presentando i suoi capi non quando il calendario delle sfilate lo imponeva ma quando erano veramente pronti per essere mostrati.

Concepita dallo stesso Alaïa insieme a Mark Wilson, la mostra è stata allestita secondo le indicazioni che lo stilista tunisino aveva dato prima della sua morte improvvisa avvenuta lo scorso 18 novembre, inclusa la selezione di 60 abiti rari, alcuni dei quali inediti, creati per l’occasione.

Ogni capitolo della sua lunga carriera, dai primi anni '70 fino al 2017, è rappresentato dalle sue più originali creazioni come l'abito con volant ispirati alla Spagna, il vestito a fascia, la cintura-corsetto, l’abito-scultura in tessuto di lycra elasticizzato e le creazioni in pelle e cuoio traforato. Un’eleganza senza tempo illustrata raggruppando le creazioni per ordine cronologico e tematico insieme: dall’approccio scultura al decorativismo, dai volumi oversize alle “forme avvolte”, dagli influssi esotici agli spunti storici.

Come scenografia di sfondo alle meravigliose creazioni, una timeline di immagini iconiche scandisce i momenti salienti della carriera di Alaïa, dalle prime esperienze in Christian Dior a Parigi alla fine degli anni Cinquanta, all’amicizia con Franca e Carla Sozzani, fino al legame con una delle sue muse, Naomi Campbell, che ha sfilato per lui per la prima volta a 16 anni.

La mostra celebra la creatività di Azzedine Alaïa, onesta verso la propria ispirazione e verso il corpo della donna, celebrato e mai offuscato dalle sue opere. Un artista libero, come ricorda all’ingresso della mostra la citazione che accoglie i visitatori: «I always feel free. When I don’t want something I don’t make it». («Mi sento sempre libero. Quando non voglio qualcosa, non la faccio»)

Met Gala 2018: tutto quello che c’è da sapere

Torna l’evento più atteso da ogni stilista, celebrities e stylist: il Met Gala 2018 che andrà in scena lunedì 7 maggio presso il Metropolitan Museum of Art's Costume Institute di New York.

Molto più di un party, è ormai considerato uno degli eventi più importanti per il Fashion system, rappresentandone una straordinaria opportunità per creare business e attenzione nel settore.

Fin dalla sua nascita negli anni '70, il Met Ball celebra l’apertura dell’annuale mostra dedicata alla moda del Met di New York ed è la principale fonte di finanziamento annuale dell’Istituto per mostre, pubblicazioni e acquisizioni di opere d’arte.

Oltre ad essere un grande evento di beneficienza, è anche un capolavoro di diplomazia, fama e potere. Da quando, nel 1995, Anna Wintour ne è diventata il presidente, ha catalizzato non solo il mondo fashion “che conta” ma anche una lunga A-list di celebrità, superando per notorietà e stile perfino la Notte degli Oscar. L’unico modo per partecipare allo sfavillante evento è infatti ricevere l'invito dalla direttrice editoriale di Vogue America, che seleziona accuratamente le personalità del settore della moda e dello spettacolo.

Quest'anno verrà inaugurata "Heavenly Bodies: Fashion and the Catholic Imagination", un’esibizione dalle connotazioni mistiche che porterà alla luce l’influenza della religione e dei paramenti sacri sulla moda.

Da Cristóbal Balenciaga a Donatella Versace, passando per la collezione Autunno-Inverno 13/14 di Dolce & Gabbana ispirata al Duomo di Monreale in Sicilia, fino alla haute couture di Jean Paul Gaultier e Christian Lacroix: saranno esposti più di 150 pezzi tra oggetti e opere d’arte, custodite al Museo o in altri luoghi del mondo, come la Cappella Sistina.

Come ogni anno il tema della mostra è strettamente legato a quello del Gala, dettandone i codici di stile e gli outfit degli invitati. Il party dell’anno è quindi una passerella fondamentale per designer, star del cinema, cantanti, top model e vip.

Il Met Gala è il perfetto matrimonio tra arte e fashion. Negli anni, sul suo tappeto rosso, si sono infatti susseguiti alcuni momenti iconici, che hanno scritto la storia della moda. Il tema di quest’anno darà sicuramente  il via ad un evento memorabile pieno di glamour soprattutto sul Red Carpet che vedrà come host Rihanna, Amal Clooney e proprio Donatella Versace.

Virgil Abloh sarà protagonista di una retrospettiva a Chicago

Virgil Abloh, fondatore di Off-White e da pochi giorni anche il nuovo direttore creativo del menswear di Louis Vuitton, sarà il protagonista di una retrospettiva al Museum of Contemporary Art di Chicago.

Intitolata con il suo stesso nome, “Virgil Abloh” sarà la prima mostra dedicata all'opera dello stilista americano che si terrà a partire dall’8 Giugno fino al 22 Settembre 2019.

Nome affermato dello streetwear che da tempo ha confermato essere un designer eclettico, Virgil Abloh ha messo in fila nel corso degli anni collaborazioni  di successo con Nike, Moncler, Jimmy Choo, Timberland fino ad uscire dai confini del fashion e collaborare anche con Ikea, ridisegnando la sua famosa shopping bag.

Molto più di uno stilista, Abloh è un artista, architetto ed ingegnere con una laurea in Ingegneria Civile presso la University of Wisconsin Madison ed un Master in Architettura all’Illinois Institute of Technology da cui ha appreso le nozioni non solo del design modernista ma anche il concetto di lavoro multidisciplinare che lo ha portato a credere nella collaborazione e nella contaminazione tra brand.

L’esposizione andrà a percorrere la sua carriera, offrendo dunque uno sguardo approfondito sulla continua espansione dell'artista, che comprende la moda, l'architettura, la musica e il design.

Dai suoi primi giorni con Kanye West al suo recente lavoro con Off-White ™, brand di cui è il fondatore, verranno mostrati i lavori di moda ed i video dei suoi spettacoli più iconici i quali si intersecheranno con le altre discipline, come il design di mobili, i lavori di progettazione grafica, gli interventi architettonici ed progetti di collaborazione con altri designer.

Fulcro della mostra sarà inoltre l'empowerment dei giovani. Verrà infatti esplorata la relazione tra il brand e la nuova generazione di oggi e sarà offerta una programmazione  completa orientata ai ragazzi che rispecchierà la vasta gamma di interessi dell'artista.

Martin Margiela, in mostra a Parigi i vent'anni dello stilista

È stata inaugura durante la Parigi Fashion Week “Margiela/Galliera, 1989-2009”, la prima mostra nella capitale francese interamente dedicata allo stilista belga Martin Margiela.

L’esposizione, allestita nelle sale del Palais Galliera fino al 15 luglio 2018, ripercorre la carriera del designer dalla Primavera-Estate 1989 alla Primavera-Estate 2009, riunendo oltre 130 lavori tra abiti, video di sfilate, materiale d’archivio della Maison e installazioni speciali.

Margiela, nato a Louvain nel 1957, si è laureato presso il dipartimento di moda della Royal Academy of Fine Arts di Anversa nel 1980, e dopo un periodo passato come assistente di Jean Paul Gaultier (1984-1987), è il solo designer belga della sua generazione a fondare una Casa di moda tutta sua a Parigi.

Considerato lo stilista del mistero e il designer “senza volto” per eccellenza, Margiela non è mai comparso in passerella per i vent’anni che ha sfilato a Parigi, evitando sempre interviste e apparizioni. Nelle sue collezioni ha invece concesso “un’opportunità di visibilità” alle porzioni di indumenti che normalmente restano celate, come rivestimenti interni, pieghe, spalline, motivi e imbastiture. Mettendo in discussione sia la “struttura” dei capi, sia quella del sistema moda, il designer si è imposto così tra i grandi innovatori del nostro tempo.

Dalla Collezione Oversize, con capi portati all’estremo ingrandendo le proporzioni del 200%, alla Collezione Barbie, che adattava i vestiti delle bambole alle modelle, passando per la Collezione Artisanal, creata da capi vintage e materiali recuperati trasformati in pezzi unici cuciti a mano, “Margiela/Galliera, 1989-2009” è un viaggio da non perdere per capire di più non solo su quello che c’è dietro le sue creazioni, ma anche dietro a un periodo di grandi cambiamenti nel mondo della moda.

La retrospettiva, della quale Martin Margiela è anche il direttore artistico, racconta al pubblico i vent’anni del suo lavoro, offrendo uno sguardo approfondito senza precedenti su uno dei più influenti creativi contemporanei.

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